Guccini Francesco
Lyric guide

Keaton

Read Keaton lyrics by Guccini Francesco on LyroVerse, with linked artist context and related song paths.

Guccini Francesco visibility0 visits
person Curated by Ethan Walker LyroVerse team
Reference snapshot

The page facts to cite before the commentary

Use this page for the lyric text, linked artist context, and any LyroVerse editor's note attached to the song. Listener comments remain user-generated and should not be treated as the primary source.

Page type: lyric reference Artist: Guccini Francesco Canonical path: /guccini-francesco/keaton Related lyric paths: 6
Lyrics

Keaton

The lyric stays readable and compact here; the note and related paths sit nearby so you do not lose the song while looking for context.

Lo chiamavamo Keaton quel pianista,

naturalmente perchè non sorrideva mai,

mentre noi ci ammazzavamo di risate

a vederlo là, come un parafulmine, dritto contro un cielo di guai;

guai di tasca a violoncello, guai d' amore,

guai da vita distratta e disperata

che ricamavano dentro al suo stupore

una tela affascinante, ma un po' troppo delicata...

Keaton si presentò come un jazzista,

appassionato e puro, in stile Rete Tre,

coi pregiudizi di chi si sente artista

perchè non faceva soldi, lui, con le canzoni, come me,

ma non mi accompagnava poi malvolentieri,

eravamo due grandi acrobati della malinconia

e poi, poi dobbiamo farne di mestieri

noi che viviamo della nostra fantasia...

Parlavamo poi molto in quelle sere,

in qualche bar, dopo il concerto, insonni e morti,

di politica, ciclismo, storie vere

e di come i "Weather Report" erano forti

e di come era importante fra la gente

non essere solo musica e parole

e di come era importante che la gente

non fosse una massa di persone sole...

Ah, Keaton, Keaton, che fine hai fatto, Keaton?

Sei poi andato in malora, Keaton?

Lo sai che ti sto venendo a cercare?

Keaton, ah, Keaton, perchè stanotte, Keaton,

proprio stanotte, Keaton, avrei bisogno di sentirti suonare...

S' illuminava poi come di colpo

lungo l' effimero consueto di una sera,

s' illuminava di una gioia grande

quando si avvicinava a una tastiera

e preferiva quelle un poco usate,

quelle in cui tutti mettono le mani,

quelle ingiallite dal tempo, un po' scordate

dall' ignoranza e dalla passione degli umani...

E poi una volta abbiamo litigato

per una donna prima sua e poi mia,

lui coi suoi guai, io col mio quasi peccato,

sconfitti entrambi dalla gran malinconia;

ci siamo persi quasi senza una parola,

ma tutti e due con più rabbia che rimpianto,

come i bambini che si fan dispetti a scuola,

come due vecchi che si sono amati tanto...

Poi ho provato a rintracciarlo dappertutto,

chiedendo a più d' un dirigente supponente,

telefonando all'Arci-caccia, all'Arci-tutto,

ma di Keaton sembra non sia rimasto niente.

Se se ne parla è nel ricordo di un momento,

qualcuno dice che l' ha visto, ma lontano,

e tutti, tutti con un gran sorriso spento

come per dire: "Era un ragazzo troppo strano".

Ah, Keaton, Keaton, che fine hai fatto, Keaton?

Se mi vedessi col mio trench stile Bogart, Keaton,

sotto la pioggia che ti vengo a cercare...

Keaton, ah, Keaton, perchè mi manca, Keaton,

questa notte mi manca la tua voglia di star qui a suonare...

E finalmente un chissacchì non mi delude,

forse, però non sa, probabilmente,

è in una provincia lontana come una palude

dai nostri discorsi di suonare fra la gente;

una provincia come una sconfitta,

meno che essere una minoranza dignitosa,

e una palude è certo troppo fitta

di voli di zanzara per suonarci qualche cosa....

Lo trovo e sembra che non sia più Keaton,

anche se è contento di vedermi.

"Sembrava facile toccarlo con un dito", dice,

"ma il cielo ci ha voluto tutti fermi".

E finalmente ride, ma ride tanto ed è ingrassato

e giura troppo che non sta poi male,

il jazz ormai se l' è dimenticato:

ci son parole, tempi e ritmi anche dentro un ospedale...

E nel lasciarmi all' inizio della sera:

"E' come", dice, "alla fine del cinema muto,

c'è il sonoro, non serve una tastiera..."

Ci salutiamo nel silenzio più assoluto...

Ed esco fuori con i miei giornali

e non ho voglia di ridere per niente,

ho un treno che mi aspetta alla stazione,

mi dà fastidio anche il rumore della gente...

Ah, Keaton, Keaton!

Keaton, quello vero, l' ultima volta che l' hanno visto passeggiava

lungo le strade e per il vento di Roma

durante le pause di un film con Franchi e Ingrassia.

Aveva in corpo mille litri di alcool,

la faccia la solita, senza allegria;

si ubriacava ogni giorno con la troupe borgatara

alla faccia della cirrosi epatica,

perchè lui ci teneva al suo pubblico,

più che al suo fegato,

e gli elettricisti sono gente simpatica;

gli urlavano infatti "anvedi s'è forte 'sto Keaton!",

bevendo il bianco misterioso dei colli di Roma

o quello forte del sud che fa assaggiare l' infinito

a tutta la gente di bocca buona...

Quick answers

What this page can answer fast

Who performs "Keaton"?

Guccini Francesco performs "Keaton", and this lyric page sits inside the Guccini Francesco catalog on LyroVerse.

Are there related songs to explore after "Keaton"?

Yes. The related section below points to 100, Pennsylvania Ave. and Acque with a short reason for opening each page next.

Where can I find more songs by Guccini Francesco?

Use the artist link near the top of the page or the related paths section below to keep moving through Guccini Francesco's lyric pages.

Song Room

Interpretations, questions, and corrections for this song

Interpretations, questions, memories, and correction notes live together here. The room stays noindex while the best insights are reviewed.

Open Song Room
0 followers Selected insights only surface after moderation
Listener comments

What people are saying

0 comments
Add a short interpretation or memory

A strong comment here is specific: the phrase you keep hearing, the mood you come back for, or the reason this song stays in rotation.

Sign in to post the first listener note. Reporting stays open to everyone.

No listener comments on Keaton yet.