Sedevo accanto a te,
era un tramonto splendido,
nuvole cariche
pronte all'assalto
con bombe di ghiaccio,
una fotografia scattata col telefono
era di sabato
dalla tua bocca prende, vola, scossa.
Era l'autunno che stava iniziando
e qualcosa nell'aria si stava muovendo
era un giorno che avremmo voluto non finisse più.
Sedevo lì con te
silenzio, tuoni e
lampi che ci illuminavano
sulle tribune del campo di calcio.
Non ci importava se
sarebbe stata grandine
poteva essere anche la fine del mondo in un solo secondo.
Era l'autunno che stava iniziando e qualcosa nell'aria si stava muovendo
era un giorno che avremmo voluto non finisse più.
Era l'autunno che stava iniziando
e avevamo le scarpe già sporche di fango
era già sufficiente restare vicini così.
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